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Versione solo testo - Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura del Verbano Cusio Ossola, 18 luglio 2018
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Villa Fedora



Verbania , 18 luglio 2018
Ultimo aggiornamento: 19.03.2009



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VILLA FEDORA

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La Villa fu costruita intorno al 1857 per il torinese Giacinto Mannati; delimitata dalla strada del Sempione, sorge nella parte più elevata di un vasto parco sistemato all’inglese che dirada dolcemente verso il lago.
Venne acquistata nel 1896 da Giuseppe Ceretti, e nel 1909 passò all’industriale Giuseppe Spatz, il quale intraprese i primi lavori di ampliamento donandola successivamente al genero, il musicista Umberto Giordano. Si deve ad un’opera del musicista, “Fedora” appunto, il nome attuale della villa. Nel 1924 la famiglia Giordano si trasferì a Milano: da quell’anno la dimora di Baveno conobbe tribolate vicende, con imprevisti e tragici risvolti.
Dapprima fu sede dell’Istituto Politecnico di Londra mentre durante la Seconda Guerra Mondiale vi trovò rifugio Emil Serman e la sua famiglia che vennero trucidati dalle SS nel settembre del 1944. Dopo la guerra, nella villa entrò l’Opera Nazionale per la protezione della Maternità e dell’Infanzia, che aveva il compito di provvedere all’assistenza delle gestanti, delle madri e dei bambini bisognosi. Negli anni ´70 fu sede della scuola media di Baveno, e all´inizio degli ´80 venne acquistata dalla Camera di Commercio di Novara che iniziò un’opera di ristrutturazione per ridare alla zona di Verbania un bene artistico e culturale, patrimonio dell’intera collettività. Con l’istituzione della nuova provincia del Verbano Cusio Ossola, nel 1992, la villa passò di proprietà alla Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola. Sede attuale della Camera di commercio, ospita ora anche alcuni uffici dell´Amministrazione provinciale.
Il parco secolare, costituito da un patrimonio arboreo davvero notevole e ricco di conifere, querce, camelie, mimose, azalee oltre che di numerose piante tropicali, è stato concesso in uso al Comune di Baveno ed è quindi aperto al pubblico.
Nella stagione estiva ospita numerose manifestazioni culturali, artistiche, sportive, ecc. Nel corso di un incontro con la stampa e con le autorità dell’Amministrazione comunale e provinciale tenutosi il 21 luglio 2004, il Presidente della Camera di commercio Giuseppe Moroni ha illustrato agli ospiti l’intitolazione delle sale camerali a personaggi illustri che hanno soggiornato nella nostra provincia. Grazie anche al contributo dello storico domese prof. Fattalini, la giunta camerale ha quindi ritenuto di dedicare le cinque sale-riunioni ad altrettanti personaggi famosi italiani e stranieri, transitati nella provincia del Verbano Cusio Ossola, lasciandovi testimonianze nelle loro opere, primo fra tutti Umberto Giordano.
1. Sala Consiglio RICHARD WAGNER piano terreno
Richard WAGNER (1813-1883).
Il grande musicista tedesco attraversò a piedi il ghiaccio del Gries (Valle Formazza) e descrisse con entusiasmo la Cascata del Toce e il Lago Maggiore.
2. Sala Giunta ERNEST HEMINGWAY piano terreno
Ernest HEMINGWAY (1899-1961).
Lo scrittore statunitense, Premio Nobel, soggiornò a Stresa, al Grand Hotel et des Îles Borromées (esiste una foto), dove ambientò due capitoli del suo romanzo «A Farewell to Arms» (Addio alle armi). Salì anche al Mottarone.
3. Sala Corsi WILLIAM TURNER piano terreno
Joseph Mallord William TURNER (1775-1851).
Il celebre pittore inglese dal 1806 al 1819 venne più volte in Ticino e sul Lago Maggiore, che ritrasse in disegni ed acquerelli (Pallanza, Baveno, Cannero, Isole Borromee, Domodossola, Sempione).
4. Sala Conferenze STENDHAL piano terreno
STENDHAL (1783-1842).
Fu numerose volte sul Lago Maggiore, dedicandogli due capitoli della Certosa di Parma.
5. Sala Mansarda UMBERTO GIORDANO terzo piano
Umberto GIORDANO nato a Foggia nel 1867, giunse a Baveno nel 1904, dopo aver soggiornato a Pallanza, acquistando la Villa Fedora che, dopo un secolo di diverse destinazioni, dall’inizio degli anni ’90 diventò sede della Camera di commercio. In quell’anno, il trentasettenne compositore aveva già scritto l’Andrea Chénier (1896) e la Fedora (1898). Per vent’anni, dal 1904 al 1924, il compositore visse e lavorò nella pace di questa villa. Fu un periodo fortunato per il musicista che ospitò personaggi illustri come Giacomo Puccini e Guglielmo Marconi.



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